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CONOPHYTUM


Storia, descrizione, coltivazione, terreno, esposizione, cura e curiosità sul genere Conophytum.

by: Divisione divulgazione12/03/2013

Il Conophytum è un genere di piante succulente comprendente attualmente circa 150 specie ed è originario del Sudafrica e della Namibia. Alcuni studiosi tendono a considerare la famiglia delle Aizoaceae, cui questo genere appartiene, come un sottogruppo della famiglia delle Mesembryanthemaceae; tuttavia la tendenza più accreditata è quella di considerare i due generi distinti, pur in presenza di alcune analogie. Sono piantine mimetiche, comuni, facilmente riconoscibili per via del loro inconfondibile aspetto e di coltivazione non particolarmente difficile.

Un po' di storia

Il genere Conophytum fu istituito nel 1922 dal botanico britannico N. E. Brown e comprendeva inizialmente circa 450 taxa tra specie, sottospecie e varietà; la revisione operata in tempi relativamente recenti (1994) dal botanico S. Hammer ha unificato alcune specie precedentemente identificate con sinonimi o microvarianti locali ed ha condotto all’attuale classificazione. Il nome deriva dal latino “conus” (cono) e dal greco “phytum” (pianta), a rappresentazione della particolare forma conica di queste piantine. Il genere è molto diversificato ed include specie dalle caratteristiche anche molto diverse.

Descrizione

Si tratta di piante perenni di dimensioni piccole o piccolissime (da pochi mm a 2-3 cm) che hanno la tendenza ad accestire frequentemente formando dei cespugli compatti e schiacciati larghi diverse decine di cm ed alti circa 10 cm: questa morfologia prende il nome di “pulvino” ed è la forma più adatta a vivere in ambienti aridi e posizioni molto esposte (il basso rapporto tra superficie esposta e volume consente di massimizzare l’umidità trattenuta). Altre specie invece tendono a svilupparsi sotto la superficie del suolo e di esse è visibile solo l’apice, spesso trasparente: queste specie non formano il pulvino ed i corpi sono cilindrici o conici col vertice rivolto verso l’alto. I fusti sono brevissimi, carnosi, talvolta ricoperti di peluria di protezione e l’epidermide può essere unicolore, punteggiata o striata. Tutte le specie presentano una fessura centrale da cui spunta il fiore (diurno o notturno a seconda della pianta, spesso simile ad una margherita) e le nuove coppie foliari.

Coltivazione

I Conophytum sono brevidiurni, ovvero vegetano durante la stagione invernale. Andranno quindi tenuti all’asciutto durante i periodi caldi e bagnati progressivamente all’arrivo dell’autunno: l’umidità stimolerà l’emissione di nuovi peli radicali e la pianta vegeterà per tutta la stagione invernale, emettendo nuove coppie foliari dall’interno delle precedenti. La fioritura avviene solitamente in autunno ed il colore dei fiori è estremamente variabile da specie a specie. La coltivazione è abbastanza agevole, ma bisogna aver cura di evitare l’acqua in eccesso per evitare marciumi: saranno le piante stesse a comunicarci la necessità di una bagnatura, con un lieve raggrinzimento dell’epidermide. Non temono particolarmente il freddo e possono raggiungere temperature minime anche di -5°C, purché il terreno sia completamente asciutto e la temperatura torni a salire rapidamente. La propagazione può avvenire per semina o per talea: la semina è abbastanza agevole e la germinabilità è buona (consulta il tasso di germinazione rilevato sui nostri semi), ma le piantine giovani sono poi molto sensibili all’umidità stagnante ed occorre una cura particolare e costante per allevarle e “svezzarle” correttamente.

Terreno

Vari sono i tipi di terriccio adatti al genere, piuttosto diversi tra loro in ragione della grande diversità delle varie specie; la caratteristica comune è comunque l’elevata capacità di drenaggio e la buona porosità. La pianta emette radici corte, sottili e ramificate, che possiedono una buona capacità di autorigenerarsi: di conseguenza le dimensioni dei vasi dovranno essere contenute al minimo indispensabile.

Esposizione

Richiedono un’esposizione in zona molto luminosa ed anche qualche ora di pieno sole, nei momenti meno caldi della giornata per evitare scottature. Alla fine della stagione di riposo vegetativo le piante vanno comunque abituate progressivamente all’aumento di luminosità dell’ambiente. Inoltre è necessaria una buona circolazione d’aria che permetta di asciugare l’eventuale eccesso di umidità e prevenire il marciume del colletto.

Curiosità

Non esistono ancora studi approfonditi sul genere Conophytum, soprattutto sul polline e sull’anatomia delle radici che si deteriorano e si rigenerano rapidamente. Inoltre, il genere è tipicamente montano e molti degli ambienti endemici sono tuttora irraggiungibili o inesplorati, tanto che si pensa possano esistere alcune decine di specie sconosciute.

 

Conophytum ConophytumConophytum

 

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