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TUTORIAL
SEMINA DI CACTUS E SUCCULENTE


Affrontiamo in questo Tutorial i principali aspetti legati alla semina di cactus e succulente: le condizioni ambientali, il terreno, i trattamenti di risveglio dei semi, le prime cure. Non mancheranno i consigli per una migliore riuscita della germinazione e sui più comuni errori da evitare.

Introduzione

Nella semina di qualsiasi specie vegetale il nostro obbiettivo è riuscire ad "attivare" il seme, ovvero ricreare tutte quelle condizioni che, in natura, permetterebbero al seme di schiudersi, radicare e germogliare. Certo non un compito facile, se si pensa che le piante possono provenire da ambienti completamente diversi, e complicato dal fatto che le succulente, per loro natura, necessitano di condizioni ambientali particolarmente favorevoli.

Lo scopo del tutorial è accompagnarvi nella semina delle vostre piante preferite, augurandoci che abbiate comprato i semi su SeedsCactus.com! Ma se così non fosse, poco importa: questo documento è il frutto di diversi anni di esperienze, tentativi, successi ed insuccessi, tutti condotti e portati avanti in nome della passione per il mondo delle succulente. E' aperto a tutti, non ha pretese di scientificità e non costituisce affatto l'unico modo per ottenere dei buoni risultati: anzi, saremo ben lieti di ricevere suggerimenti su tecniche e procedure di semina particolari, magari personali, di ognuno di voi.

Affronteremo in successione tutti gli aspetti della semina attraverso un percorso suddiviso in 6 parti: cominceremo dalla descrizione delle condizioni ambientali da ricreare, proseguiremo con l'analisi del terreno di impianto dei semi, analizzeremo particolari trattamenti per la stimolazione ed il risveglio dei semi. Quindi ci occuperemo della semina vera e propria, fornendo consigli sulle operazioni da eseguire nei primissimi giorni e particolareggiando le tecniche a seconda della specie.

Tutto le informazioni riportate nel presente Tutorial sono riassunte in forma schematica nella "Tabella delle semine", che trovate alla fine di questo capitolo: si tratta di una vera e propria "enciclopedia delle esperienze", in cui abbiamo voluto includere, genere per genere, i nostri suggerimenti per una semina soddisfacente e produttiva. Bene, a questo punto direi che possiamo partire. Pronti? Via!



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PARTE 1 - Le condizioni ambientali

Per poter germogliare, i semi necessitano di particolari condizioni di umidità, temperatura, aerazione, suolo, periodo/intensità di luce ed età di maturazione: una bella lista di parametri da controllare, non c'è che dire. Analizziamoli dettagliatamente uno per uno.

Umidità
Umidità: va mantenuta prossima al 100%.






Temperatura
Temperatura: va mantenuta orientativamente tra i 18-20°C di minima (di notte) e i 25-26°C di massima (di giorno).






Aerazione
Aerazione: è bene che l'ambiente sia confinato e non ci siano masse d'aria in movimento.






Illuminazione
Periodo ed intensità di luce: tra le 13 e le 16 ore di luce di intensità compresa tra gli 8000 ed i 15000 lux. Meglio se luce naturale (non diretta), ma in alternativa si può ricorrere a quella artificiale.





Età
Età di maturazione: gli studi evidenziano che la germinabilità del seme è inversamente proporzionale alla sua età, salvo isolate eccezioni. Di conseguenza, un seme raccolto 5 anni fa sarà molto meno vitale di uno raccolto 2 anni fa. I nostri semi appartengono esclusivamente alla raccolta dell'anno precedente o dell'ultima stagione vegetativa, quindi hanno la massima germinabilità possibile. Leggi anche [Qualità].








Riproducendo queste condizioni, è possibile seminare in qualsiasi periodo dell'anno. Tuttavia, visto che prima o poi dovremo abituare le nostre piante all'ambiente naturale, è bene che la semina avvenga all'incirca nel periodo in cui i semi germogliano anche in natura: potremo seminare tra gennaio e marzo se possediamo un germinatoio, tra aprile e maggio se possediamo una serra e vogliamo sfruttare il calore e la luce naturali.

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PARTE 2 - Il terreno

Abbiamo visto nella lezione precedente che per favorire la germinazione dei semi dobbiamo mantenere l'umidità ambientale molto alta, prossima al 100%. Un'umidità così alta, però, favorisce lo sviluppo di marciumi e muffe, specialmente su terreni ricchi di materia organica come humus e resti vegetali. Il rischio di muffe può essere ridotto adottando una serie di accorgimenti. Ad esempio, si può effettuare la cosiddetta pastorizzazione del terreno (o disinfezione): si aggiunge al terreno un disinfettante polverulento specifico e compatibile con lo sviluppo vegetale. Altri metodi, più rustici ma di altrettanta efficacia, prevedono di versare sul terreno dell'acqua appena bollita o di tenere il terreno in forno a 70-80°C (non di più) per circa un'ora. Andranno disinfettati anche gli strumenti che useremo per la semina: vasetti, vassoi, ecc, con ipoclorito di sodio e successivo accurato lavaggio.

Disinfezione del terreno

  • Metodo a: aggiungere al terreno un disinfettante specifico in polvere
  • Metodo b: posizionare il terreno in forno tradizionale per un'ora a 70-80°C
  • Metodo c: posizionare il terreno in forno a microonde per 10min a W max.
  • Disinfezione degli strumenti: con ipoclorito di sodio o altro disinfettante e successivo accurato lavaggio.

Muffa Terreno organico attaccato dalla muffa

Composizione della miscela

Sulla composizione effettiva del terriccio esistono numerose opinioni e scuole di pensiero, tutte ugualmente valide. L'obbiettivo finale è ottenere un substrato lievemente acido (pH 6,5), non eccessivamente ricco di nutrienti, molto permeabile all'aria ed all'acqua, a struttura fine. Forniremo di seguito alcune soluzioni possibili, che potrete adottare in funzione della reperibilità dei materiali nelle vostre zone di residenza:

  • Mix 1 – Sabbia di fiume (33%) – Agriperlite (33%) – Terriccio commerciale / Terra da giardino (33%)
  • Mix 2 – Torba / Akadama (50%) – Agriperlite/Vermiculite (50%)
  • Mix 3 – Pomice / Pozzolana / Lapillo (70%) – Terriccio per acidofile (30%)
  • Mix 4 – Pomice / Pozzolana / Lapillo (30%) – Sabbia non calcarea (30%) – Terra da giardino (30%) – Torba (10%)
  • Mix 5 – Pomice / Pozzolana / Lapillo (90%) – Terriccio commerciale/Terra da giardino (10%)

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[Mix 1] [Mix 2] [Mix 3] [Mix 4] [Mix 5] [sabbia]   [agriperlite]   [torba lituana]   [torba irlandese] [pomice]   [lapillo rosso]   [seramis]   [zeolite]

In qualsiasi caso, sulla superficie dobbiamo posizionare sempre 1 cm di sabbia o pozzolana vagliate per eliminarne la parte polverosa (vaglio 1 mm).

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PARTE 3 - Trattamenti di stimolazione e risveglio

Si tratta di operazioni che andremo ad effettuare per attivare il seme e stimolarlo alla germinazione, cercando di interrompere la dormienza nella quale è naturalmente caduto per auto-proteggersi. Parleremo in dettaglio di stratificazione, scarificazione ed acidificazione.

Stratificazione

Stratificazione

In natura, i semi vengono prodotti dai frutti emessi dalle piante al termine della stagione estiva, normalmente in autunno cadono al suolo e vi rimangono fino alla primavera successiva, attraversando l'intera stagione fredda. Con questo sistema andiamo a ricreare proprio una configurazione invernale: andremo cioè a posizionarli in frigorifero ad una temperatura compresa tra 1° e 4° dopo averli inumiditi e li terremo così per circa due mesi, prima di procedere con la semina.











Scarificazione

Scarificazione

Con questo sistema si cerca di ammorbidire la parete esterna del seme, affinché venga più facilmente attraversata dall'umidità, uno dei principali attori della germinazione. I semi con tegumento duro vengono posti per due giorni in acqua o aceto caldo, oppure incisi con ago, lima, tela abrasiva. L'incisione deve avvenire in un punto lontano dall'ilo, fino a scoprire lievemente l'embrione.









Acidificazione

Acidificazione

Talvolta la dormienza del seme può essere interrotta con acidi naturali: uno dei metodi più utilizzati per neutralizzare gli inibitori chimici è la nebulizzazione dei semi con acqua acidificata con succo di limone e successiva asciugatura dopo qualche minuto.







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PARTE 4 - La semina

Sul fondo dei vasetti (disinfettati) andrà posizionato circa1 cm di lapillo / pomice / argilla espansa, che costituirà il drenaggio profondo. Successivamente possiamo riempire il vaso con il nostro terreno (una delle 5 formule descritte nella Parte 2) e spargere sulla superficie 5 mm di sabbia non calcarea.

Semi piccoli e piccolissimi (dimensioni non superiori ad 1 mm)

Posizionare i semi sulla superficie della sabbia e nebulizzare dell'acqua (possibilmente demineralizzata). Non è necessario coprire i semi con ulteriore terreno.

Semi di media grandezza (dimensioni tra 1 e 3 mm)

Posizionare i semi sulla superficie della sabbia e ricoprirli con circa 1 mm di sabbia, quindi nebulizzare. E' importante che i semi siano ricoperti con un sottile strato di sabbia, non di terreno.

Semi di grandi dimensioni (dimensioni superiori a 3 mm)

Posizionare i semi sulla superficie della sabbia pressandoli leggermente e ricoprirli con uno strato di sabbia pari al loro spessore, quindi nebulizzare.

Semi piatti / oblunghi

Questi semi devono essere infilati nel terreno con l'ilo in basso e facendo in modo che il bordo superiore sia appena visibile sopra l'ultimo strato di terreno. Quindi, ricoprire con 3-4 mm di sabbia.

Dopo aver effettuato tutte le operazioni, è necessario procedere subito alla prima bagnatura. E' importante ricordare che tutte le bagnature di questa fase andranno eseguite dal basso e l'umidità risalirà per capillarità in tutto il substrato, attraverso i fori posti sulla base dei vasetti. E' quindi necessario disporre di un vassoio, che sarà riempito con un velo di acqua tiepida (precedentemente sterilizzata mediante bollitura) ed un fungicida sistemico. Dopo qualche minuto sarà possibile notare l'umidità affiorare nei vasetti: per i primi due mesi dobbiamo fare in modo che nel vassoio resti sempre un velo d'acqua e che la superficie dei vasetti sia appena umida. Mai bagnare dall'alto; anzi, bisogna aver cura di impedire la ricaduta delle eventuali gocce di condensa che potrebbero formarsi sulla parte superiore del germinatoio.

Attenzione: far asciugare completamente il substrato comporterebbe l'interruzione immediata e definitiva del processo germinativo, mentre bagnarlo eccessivamente aumenterebbe il rischio di marciumi.

Tutti i vasetti così sistemati vanno mantenuti alla temperatura indicata nella "Parte 1" del Tutorial; per controllare l'effettivo mantenimento delle corrette temperature, può essere molto utile utilizzare un termometro a massima e minima. E' facile intuire che conviene seminare in uno stesso germinatoio piante che hanno esigenze di temperatura simili.

Se tutto è stato fatto per il verso giusto, la germinazione dovrebbe iniziare dopo 3-4 giorni per le specie più veloci (es. Astrophytum, Stapelia) o dopo 10-12 giorni per le altre. Alcuni generi, come le Opuntia o qualche specie di Mesembryanthemum, sono assolutamente imprevedibili e possono germogliare dopo una settimana così come dopo un anno. Ad ogni modo, se dopo un mese non c'è alcun cenno di vita, occorre tenere il substrato all'asciutto per una settimana, sottoporre i vasetti ad un ciclo di stratificazione e ricominciare il procedimento.

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PARTE 5 - Benvenute al mondo!

Nascita

Come per tutti gli esseri viventi, l'impatto con l'ambiente naturale circostante è molto delicato. Le nostre piantine appena germogliate sono deboli e possono facilmente risentire di condizioni non adeguate a quelle attese. E' proprio in questa fase che il coltivatore deve prestare più attenzione: una serie di utili accorgimenti permetterà di eliminare (o almeno ridurre) spiacevoli e fastidiose perdite di germogli.









Aerazione: qualche giorno dopo la nascita delle piantine, aumentare lentamente e progressivamente l'aerazione, avendo comunque cura di evitare gli spifferi.

Umidità: anche l'umidità va progressivamente diminuita. Se le condizioni ottimali per la germinabilità prevedevano un'umidità prossima al 100%, in questa fase dobbiamo limitarci a non oltre il 50-60%.

Illuminazione: non vi sono regole fisse, ma l'osservazione delle piantine ci aiuterà a capire se la luminosità è quella giusta. Se la colorazione della piantina tende al rosa o al rosso probabilmente la luminosità è eccessiva, mentre se tende al bianco, al giallo o al verde sbiadito è scarsa. In quest'ultima situazione le plantule tenderanno ad allungarsi e a filare (eziolare).

Bagnature: proseguire con le bagnature di acqua (meglio se demineralizzata e sterilizzata) solo ed esclusivamente dal basso. Una volta al mese potremo utilizzare in soluzione nell'acqua un fungicida sistemico. Potremo iniziare a nebulizzare dall'alto quando le piantine avranno un'età minima di 4-5 mesi.

Trattamenti: dopo i primi 4-5 mesi di vita è opportuno procedere ad alcuni trattamenti preventivi contro marciumi e parassiti che potrebbero attaccare le giovani piantine. Esistono prodotti specifici contro il marciume del colletto, la muffa grigia, larve o insetti: non possiamo citare i nomi dei prodotti, ma in commercio c'è un'ampia varietà di scelta. Scriveteci pure per sciogliere dubbi o chiedere suggerimenti.

Concimazione: allo stesso modo, dopo i primi 4-5 mesi potremo avviare una blanda concimazione che andrà ad integrare i nutrienti naturalmente presenti nel seme e nel terreno che le piantine avranno già abbondantemente utilizzato ed assorbito. Sono particolarmente indicati i fertilizzanti liquidi per cactacee, reperibili facilmente in commercio, ma bisognerà prestare estrema attenzione alla concentrazione: in questa fase dovremo adottare una concentrazione pari a quella indicata sull'etichetta del prodotto e divisa per 3, in quanto un eccesso di fertilizzante acidifica il terreno e facilita il marciume del colletto. In questa fase il fertilizzante può essere usato una volta ogni 15 giorni; man mano che le piantine saranno più grandi, possiamo iniziare a dividere per 2 le dosi in etichetta e ad usare il fertilizzante una volta ogni 20-30 giorni.

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PARTE 6 - Il primo inverno

Dovremo preoccuparci che le piantine non soffrano eccessivamente l'arrivo della prima stagione invernale della loro breve vita. In  natura, la maggior parte delle succulente entra in riposo vegetativo ed in questa fase sarà necessario abituare le piante al ciclo stagionale naturale. In autunno dovremo ridurre progressivamente le bagnature fino a sospenderle completamente nei 2-3 mesi più rigidi, salvo evitare qualche sporadica nebulizzazione (da effettuare nei momenti più caldi della giornata) se notiamo un eccessivo raggrinzimento o perdita di turgidità dei tessuti. L'umidità ambientale deve essere molto bassa (è bene non superare il 20-30%) e la temperatura va mantenuta superiore ai 12-14°C: entrambi questi fattori rivestono carattere di particolare criticità e da loro dipende fortemente la sopravvivenza delle plantule. E' inoltre necessario che esse si trovino in zona ben illuminata e sufficientemente arieggiata.

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